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Elettronica e Didattica

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Classe quarta

Il metodo simbolico

Usare i numeri complessi al posto delle sinusoidi: dal vettore rotante al fasore, la legge di Ohm in alternata e il concetto di impedenza.

Lavorare con le grandezze sinusoidali è da sempre un freno nello studio dei sistemi elettrici ed elettronici. Per tale ragione è stato introdotto il cosiddetto metodo simbolico, che permette di sostituire tali grandezze con vettori nel piano di Gauss (introdotto da Charles Steinmetz alla fine del XIX secolo).

Fotografia di Charles Steinmetz mentre scrive alla scrivania
Charles Steinmetz.
Una sinusoide a sinistra e, a destra, due vettori nel piano complesso al suo posto
Dalle sinusoidi ai vettori nel piano complesso.

Perché usare i numeri complessi?

Lavorare con i vettori complessi possiede evidenti vantaggi rispetto a farlo con le funzioni sinusoidali.

Con le funzioni sinusoidaliCon i numeri complessi
Le grandezze alternate sono descritte da funzioni sinusoidali variabili nel tempoLe grandezze sono descritte da vettori in un piano
I calcoli sono complessi e laboriosiSolo calcoli algebrici
È necessario risolvere equazioni differenzialiSpariscono le equazioni differenziali
Difficile visualizzazione delle relazioni reciprocheFacile visualizzazione delle relazioni reciproche

Dalla sinusoide al vettore rotante

Consideriamo una generica sinusoide e mettiamola in corrispondenza biunivoca con una circonferenza, facendo corrispondere a ciascuna ordinata della prima l’ordinata della seconda, a parità di angolo sotteso.

Un vettore che ruota con le sue proiezioni sull'asse verticale e la sinusoide che ne risulta, in funzione dell'angolo
L'oscillazione temporale si trasforma in una rotazione spaziale.

Come si vede, l’oscillazione temporale si è trasformata in una rotazione spaziale.

Dal vettore rotante al vettore fermo

  • Il vettore così individuato ruota nel piano con velocità angolare ω\omega, descrivendo istante per istante un angolo ωt+φ\omega t + \varphi.
  • Se tale velocità è costante, tutte le relazioni angolari esistenti fra i diversi vettori si mantengono costanti e dunque essi possono essere rappresentati come vettori fermi, in un qualunque istante, che per convenzione si prende pari a t=0t = 0.
  • L’ipotesi ω=cost.\omega = \text{cost.} è vera e scaturisce dal modo in cui le grandezze elettriche sinusoidali sono generate.
Vettore con angolo φ rispetto all'asse x e la sinusoide corrispondente con fase iniziale φ e ampiezza √2 y
Il vettore fermo e la sinusoide corrispondente.

Corrispondenza fra vettore e sinusoide

Il metodo simbolico consiste nel lavorare non più con le grandezze sinusoidali ma con i vettori corrispondenti, rispettando la tabella seguente.

VettoreSinusoide
ModuloValore efficace
Velocità angolarePulsazione
Angolo (o fase)Fase iniziale

Pertanto, da questo momento in poi, al posto della sinusoide si utilizzerà il vettore così indicato:

V‾=Veff ∠φ\overline{V} = V_{eff}\,\angle\varphi

dove VeffV_{eff} è il modulo e φ\varphi è la fase. Va notato che, sempre per convenzione, al modulo del vettore va associato il valore efficace della sinusoide.

Rappresentazione complessa

Per poter rappresentare il vettore, occorre definire i numeri complessi nel modo seguente.

  1. Si definisce il numero jj tale che j2=−1j^2 = -1, cioè j=−1j = \sqrt{-1}, che prende il nome di unità immaginaria.
  2. Siano a,b∈Ra, b \in \mathbb{R}: il numero z˙=a+jb\dot{z} = a + jb è detto numero complesso. Si dicono:
    • a=Re{z˙}a = \text{Re}\{\dot{z}\}: parte reale;
    • b=Im{z˙}b = \text{Im}\{\dot{z}\}: coefficiente dell’immaginario.

Rappresentazione grafica

È possibile rappresentare graficamente un numero complesso tramite un riferimento cartesiano, nel quale l’asse delle ascisse indica la parte reale e l’asse delle ordinate il coefficiente dell’immaginario. Tale riferimento prende il nome di piano di Argand-Gauss e rappresenta l’intero campo complesso C\mathbb{C}.

Il numero a+jba + jb può essere rappresentato dal punto P(a+jb)P(a + jb) nel piano. Il vettore OPOP rappresenta il numero z˙\dot{z} nel piano.

Piano complesso con il punto P(a + jb) e il vettore z che lo collega all'origine

Le tre forme di un numero complesso

1. Forma algebrica

z˙=a+jb\dot{z} = a + jb

2. Forma polare

Come tutti i vettori, esso è dotato di modulo ρ\rho e fase φ\varphi e può essere rappresentato come

z˙=ρ ∠φ\dot{z} = \rho\,\angle\varphi
Il vettore z nel piano complesso con modulo ρ, fase φ, parte reale a e coefficiente dell'immaginario b

Valgono le seguenti relazioni reciproche per il passaggio da una forma all’altra:

ρ=∣z˙∣=a2+b2φ=∠z˙=arctg⁡(ba)\rho = |\dot{z}| = \sqrt{a^2 + b^2} \qquad \varphi = \angle\dot{z} = \operatorname{arctg}\left(\frac{b}{a}\right) a=ρ⋅cos⁡φb=ρ⋅sen⁡φa = \rho \cdot \cos\varphi \qquad b = \rho \cdot \operatorname{sen}\varphi

La formula φ=arctg⁡(b/a)\varphi = \operatorname{arctg}(b/a) dà l’angolo corretto solo se a>0a > 0. Se a<0a < 0 il vettore sta nel secondo o nel terzo quadrante e bisogna aggiungere (o sottrarre) 180∘180^\circ, cioè π\pi.

3. Forma esponenziale

Sfruttando la formula di Eulero

cos⁡φ+j sen⁡φ=ejφ\cos\varphi + j\,\operatorname{sen}\varphi = e^{j\varphi}

si può scrivere il numero complesso nel modo ulteriore

z˙=ρ⋅ejφ\dot{z} = \rho \cdot e^{j\varphi}

Operazioni aritmetiche con i numeri complessi

Le operazioni con i numeri complessi sono le quattro aritmetiche (somma, differenza, prodotto, quoziente) e il complesso coniugato.

Somma e differenza. Si preferisce usare la forma algebrica. Dati z˙1=a1+jb1\dot{z}_1 = a_1 + jb_1 e z˙2=a2+jb2\dot{z}_2 = a_2 + jb_2:

z˙+=(a1+a2)+j (b1+b2)z˙−=(a1−a2)+j (b1−b2)\dot{z}_+ = (a_1 + a_2) + j\,(b_1 + b_2) \qquad \dot{z}_- = (a_1 - a_2) + j\,(b_1 - b_2)

Prodotto e quoziente. Si preferisce usare la forma polare. Dati z˙1=ρ1∠φ1\dot{z}_1 = \rho_1\angle\varphi_1 e z˙2=ρ2∠φ2\dot{z}_2 = \rho_2\angle\varphi_2:

z˙1⋅z˙2=ρ1⋅ρ2 ∠(φ1+φ2)z˙1z˙2=ρ1ρ2 ∠(φ1−φ2)\dot{z}_1 \cdot \dot{z}_2 = \rho_1 \cdot \rho_2\,\angle(\varphi_1 + \varphi_2) \qquad \frac{\dot{z}_1}{\dot{z}_2} = \frac{\rho_1}{\rho_2}\,\angle(\varphi_1 - \varphi_2)

Cioè nel prodotto i moduli si moltiplicano e le fasi si sommano; nel quoziente i moduli si dividono e le fasi si sottraggono.

Esempi: somme e differenze

  1. Z1=2+j8Z_1 = 2 + j8; Z2=3+j7Z_2 = 3 + j7; ZT=Z1+Z2=(2+3)+j(8+7)=5+j15Z_T = Z_1 + Z_2 = (2 + 3) + j(8 + 7) = 5 + j15
  2. Z1=1,5+j11Z_1 = 1{,}5 + j11; Z2=−2+j3Z_2 = -2 + j3; ZT=Z1+Z2=(1,5−2)+j(11+3)=−0,5+j14Z_T = Z_1 + Z_2 = (1{,}5 - 2) + j(11 + 3) = -0{,}5 + j14
  3. Z1=22−j80Z_1 = 22 - j80; Z2=15+j36Z_2 = 15 + j36; ZT=Z1+Z2=(22+15)+j(−80+36)=37−j44Z_T = Z_1 + Z_2 = (22 + 15) + j(-80 + 36) = 37 - j44
  4. Z1=5+j6Z_1 = 5 + j6; Z2=4+j3Z_2 = 4 + j3; ZT=Z1−Z2=(5−4)+j(6−3)=1+j3Z_T = Z_1 - Z_2 = (5 - 4) + j(6 - 3) = 1 + j3

Esempi: prodotti e quozienti

  1. Z1=15∠20∘Z_1 = 15\angle 20^\circ; Z2=8∠9∘Z_2 = 8\angle 9^\circ; Z3=Z1Z2=158∠(20∘−9∘)=1,875∠11∘Z_3 = \dfrac{Z_1}{Z_2} = \dfrac{15}{8}\angle(20^\circ - 9^\circ) = 1{,}875\angle 11^\circ
  2. Z1=6∠45∘Z_1 = 6\angle 45^\circ; Z2=10∠30∘Z_2 = 10\angle 30^\circ; Z3=Z1Z2=610∠(45∘−30∘)=0,6∠15∘Z_3 = \dfrac{Z_1}{Z_2} = \dfrac{6}{10}\angle(45^\circ - 30^\circ) = 0{,}6\angle 15^\circ
  3. Z1=230∠70∘Z_1 = 230\angle 70^\circ; Z2=120∠35∘Z_2 = 120\angle 35^\circ; Z3=Z1⋅Z2=(230⋅120)∠(70∘+35∘)=27 600∠105∘Z_3 = Z_1 \cdot Z_2 = (230 \cdot 120)\angle(70^\circ + 35^\circ) = 27\,600\angle 105^\circ
  4. Z1=230∠105∘Z_1 = 230\angle 105^\circ; Z2=230∠(−60∘)Z_2 = 230\angle(-60^\circ); Z3=Z1⋅Z2=(230⋅230)∠(105∘−60∘)=52 900∠45∘Z_3 = Z_1 \cdot Z_2 = (230 \cdot 230)\angle(105^\circ - 60^\circ) = 52\,900\angle 45^\circ

Complessi coniugati

Dato il numero z˙=a+jb\dot{z} = a + jb, si definisce complesso coniugato di z˙\dot{z} il numero

z˙∗=a−jb\dot{z}^* = a - jb

In generale, due numeri si dicono coniugati quando hanno la stessa parte reale e coefficiente dell’immaginario opposto. Esiste una utile proprietà:

z˙⋅z˙∗=a2+b2∈R\dot{z} \cdot \dot{z}^* = a^2 + b^2 \in \mathbb{R}

che si dimostra facilmente ricordando che j2=−1j^2 = -1: infatti (a+jb)(a−jb)=a2−j2b2=a2+b2(a + jb)(a - jb) = a^2 - j^2 b^2 = a^2 + b^2.

Mediante tale proprietà è possibile rendere reale il denominatore di una frazione complessa. Ad esempio, per z˙=12+j5\dot{z} = \dfrac{1}{2 + j5}, moltiplicando e dividendo per il coniugato del denominatore il valore non cambia:

z˙=12+j5⋅2−j52−j5=2−j522+52=2−j529=229−j 529\dot{z} = \frac{1}{2 + j5} \cdot \frac{2 - j5}{2 - j5} = \frac{2 - j5}{2^2 + 5^2} = \frac{2 - j5}{29} = \frac{2}{29} - j\,\frac{5}{29}

Nella forma ottenuta l’unità immaginaria è sparita dal denominatore, rendendo le operazioni algebriche più semplici; inoltre adesso è possibile riconoscere la parte reale e il coefficiente dell’immaginario:

Re{z˙}=229Im{z˙}=−529\text{Re}\{\dot{z}\} = \frac{2}{29} \qquad \text{Im}\{\dot{z}\} = -\frac{5}{29}

La legge di Ohm in regime alternato

In corrente continua il rapporto V/IV/I è una resistenza, poiché è un rapporto fra due numeri reali. In corrente alternata, invece, V‾\overline{V} e I‾\overline{I} sono due numeri complessi e pertanto il loro rapporto è ancora un numero complesso:

Z‾=V‾I‾\overline{Z} = \frac{\overline{V}}{\overline{I}}

e vale la legge di Ohm generalizzata V‾=Z‾⋅I‾\overline{V} = \overline{Z} \cdot \overline{I}, composta da numeri complessi. L’impedenza si può scrivere nella forma

Z‾=X+jY\overline{Z} = X + jY

dove XX è la resistenza e YY è la reattanza.

Il concetto di impedenza

L’impedenza possiede un modulo

∣Z‾∣=X2+Y2|\overline{Z}| = \sqrt{X^2 + Y^2}

e una fase

γ=∠Z‾=tan⁡−1YX\gamma = \angle\overline{Z} = \tan^{-1}\frac{Y}{X}
Impedenza Z nel piano complesso con componenti X e Y e angolo γ
  • Il modulo è il rapporto fra i valori efficaci della tensione e della corrente e si esprime in ohm.
  • La fase, o argomento, è la differenza fra le fasi della tensione e della corrente e si esprime in gradi o radianti.
Vettori della tensione V e della corrente I con le rispettive fasi φV e φI e la loro differenza φZ

Nota bene: pur essendo un numero complesso, l’impedenza non è una grandezza sinusoidale. È vero il contrario: a una grandezza sinusoidale corrisponde sempre un numero complesso, ma a un numero complesso non corrisponde necessariamente una grandezza sinusoidale.

Per i tre tipi di carico si ha:

  • carico ohmico: impedenza reale Z‾=R+j0=R\overline{Z} = R + j0 = R (resistenza);
  • carico induttivo: impedenza complessa Z‾=0+jXL=jXL\overline{Z} = 0 + jX_L = jX_L (reattanza);
  • carico capacitivo: impedenza complessa Z‾=0−jXC=−jXC\overline{Z} = 0 - jX_C = -jX_C (reattanza).