Vai al contenuto
Elettronica e Didattica

Risorse di elettronica, elettrotecnica e tecnologia varia per studenti curiosi.

Classe quarta

Numeri complessi

Forma algebrica, polare ed esponenziale, operazioni aritmetiche e complesso coniugato: lo strumento matematico per le grandezze sinusoidali.

Uno strumento molto potente nello studio delle grandezze sinusoidali è costituito dai numeri complessi. Di seguito alcune definizioni.

Definizioni

  1. Si definisce il numero jj come j2=−1j^2 = -1, che prende il nome di unità immaginaria. Risulta, dunque, j=−1j = \sqrt{-1}.
  2. Siano a,b∈Ra, b \in \mathbb{R}: il numero z˙=a+jb\dot{z} = a + jb è detto numero complesso. Si dicono:
    • a=Re{z˙}a = \text{Re}\{\dot{z}\}: parte reale;
    • b=Im{z˙}b = \text{Im}\{\dot{z}\}: coefficiente dell’immaginario.
Ricapitolando, un numero complesso è così definito: z = a + jb, dove a è la parte reale, j l'unità immaginaria e b il coefficiente dell'immaginario

Forma algebrica

Forma algebrica: z = a + jb, con a parte reale, j unità immaginaria e b coefficiente dell'immaginario

Rappresentazione grafica

È possibile rappresentare graficamente un numero complesso tramite un riferimento cartesiano, nel quale l’asse delle ascisse indica la parte reale e l’asse delle ordinate il coefficiente dell’immaginario. Tale riferimento prende il nome di piano di Argand-Gauss e rappresenta l’intero campo complesso C\mathbb{C}.

Il numero a+jba + jb può essere rappresentato dal punto P(a+jb)P(a + jb) nel piano, come in figura. Il vettore OPOP rappresenta il numero z˙\dot{z} nel piano.

Piano complesso con il punto P(a + jb) e il vettore z che lo collega all'origine

Forma polare

Come tutti i vettori, esso è dotato di modulo ρ\rho e fase φ\varphi e può essere rappresentato come

Forma polare: z = ρ∠φ, con ρ modulo e φ fase
Il vettore z nel piano complesso con modulo ρ, fase φ, parte reale a e coefficiente dell'immaginario b

Valgono inoltre le seguenti relazioni reciproche per il passaggio da una forma all’altra:

MODULO ∣z˙∣:ρ=a2+b2a=ρ⋅cos⁡φFASE ∠z˙:φ=arctg⁡(ba)b=ρ⋅sen⁡φ\begin{array}{lll} \text{MODULO } |\dot{z}|: & \rho = \sqrt{a^2 + b^2} & a = \rho \cdot \cos\varphi \\[0.9em] \text{FASE } \angle\dot{z}: & \varphi = \operatorname{arctg}\left(\dfrac{b}{a}\right) & b = \rho \cdot \operatorname{sen}\varphi \end{array}

La formula φ=arctg⁡(b/a)\varphi = \operatorname{arctg}(b/a) dà l’angolo corretto solo se a>0a > 0. Se a<0a < 0 il vettore sta nel secondo o nel terzo quadrante e bisogna aggiungere (o sottrarre) 180∘180^\circ, cioè π\pi.

Forma esponenziale

Sfruttando la formula di Eulero

cos⁡φ+j sen⁡φ=ejφ\cos\varphi + j\,\operatorname{sen}\varphi = e^{j\varphi}

si può scrivere il numero complesso nel modo ulteriore

z˙=ρ⋅ejφ\dot{z} = \rho \cdot e^{j\varphi}

FORMA ESPONENZIALE

Operazioni aritmetiche

Le operazioni con i numeri complessi sono le quattro aritmetiche (somma, differenza, prodotto, quoziente) e il complesso coniugato.

Somma e differenza

Si preferisce usare la forma algebrica. Dati z˙1=a1+jb1\dot{z}_1 = a_1 + jb_1 e z˙2=a2+jb2\dot{z}_2 = a_2 + jb_2:

z˙+=(a1+a2)+j (b1+b2)z˙−=(a1−a2)+j (b1−b2)\dot{z}_+ = (a_1 + a_2) + j\,(b_1 + b_2) \qquad \dot{z}_- = (a_1 - a_2) + j\,(b_1 - b_2)

In forma polare, il modulo e la fase della somma e della differenza si scrivono invece:

ρ+=(a1+a2)2+(b1+b2)2φ+=tg⁡−1(b1+b2a1+a2)\rho_+ = \sqrt{(a_1 + a_2)^2 + (b_1 + b_2)^2} \qquad \varphi_+ = \operatorname{tg}^{-1}\left(\frac{b_1 + b_2}{a_1 + a_2}\right) ρ−=(a1−a2)2+(b1−b2)2φ−=tg⁡−1(b1−b2a1−a2)\rho_- = \sqrt{(a_1 - a_2)^2 + (b_1 - b_2)^2} \qquad \varphi_- = \operatorname{tg}^{-1}\left(\frac{b_1 - b_2}{a_1 - a_2}\right)

Prodotto e quoziente

Si preferisce usare la forma polare. Dati z˙1=ρ1∠φ1\dot{z}_1 = \rho_1\angle\varphi_1 e z˙2=ρ2∠φ2\dot{z}_2 = \rho_2\angle\varphi_2:

z˙1⋅z˙2=ρ1⋅ρ2 ∠(φ1+φ2)z˙1z˙2=ρ1ρ2 ∠(φ1−φ2)\dot{z}_1 \cdot \dot{z}_2 = \rho_1 \cdot \rho_2\,\angle(\varphi_1 + \varphi_2) \qquad \frac{\dot{z}_1}{\dot{z}_2} = \frac{\rho_1}{\rho_2}\,\angle(\varphi_1 - \varphi_2)

In forma algebrica, le stesse operazioni si scrivono:

z˙1⋅z˙2=ρ1ρ2cos⁡(φ1+φ2)+j ρ1ρ2sen⁡(φ1+φ2)\dot{z}_1 \cdot \dot{z}_2 = \rho_1 \rho_2 \cos(\varphi_1 + \varphi_2) + j\,\rho_1 \rho_2 \operatorname{sen}(\varphi_1 + \varphi_2) z˙1z˙2=ρ1ρ2cos⁡(φ1−φ2)+j ρ1ρ2sen⁡(φ1−φ2)\frac{\dot{z}_1}{\dot{z}_2} = \frac{\rho_1}{\rho_2}\cos(\varphi_1 - \varphi_2) + j\,\frac{\rho_1}{\rho_2}\operatorname{sen}(\varphi_1 - \varphi_2)

Complessi coniugati

Dato il numero z˙=a+jb\dot{z} = a + jb, si definisce complesso coniugato di z˙\dot{z} il numero

z˙∗=a−jb\dot{z}^* = a - jb

In generale, due numeri si dicono coniugati quando hanno la stessa parte reale e coefficiente dell’immaginario opposto. Esiste una utile proprietà:

z˙⋅z˙∗=a2+b2∈R\dot{z} \cdot \dot{z}^* = a^2 + b^2 \in \mathbb{R}

che si dimostra facilmente, ricordando che j2=−1j^2 = -1: infatti (a+jb)(a−jb)=a2−j2b2=a2+b2(a + jb)(a - jb) = a^2 - j^2 b^2 = a^2 + b^2.

Mediante tale proprietà è possibile rendere reale il denominatore di una frazione complessa. Ad esempio, per z˙=12+j5\dot{z} = \dfrac{1}{2 + j5}, moltiplicando e dividendo per uno stesso numero KK il valore non cambia:

z˙=z˙⋅KK\dot{z} = \dot{z} \cdot \frac{K}{K}

In particolare, moltiplicando e dividendo per il coniugato del denominatore si ottiene:

z˙=12+j5⋅2−j52−j5=2−j522+52=2−j529\dot{z} = \frac{1}{2 + j5} \cdot \frac{2 - j5}{2 - j5} = \frac{2 - j5}{2^2 + 5^2} = \frac{2 - j5}{29}

cioè

z˙=229−j 529\dot{z} = \frac{2}{29} - j\,\frac{5}{29}

Nella forma ottenuta z˙=229−j 529\dot{z} = \dfrac{2}{29} - j\,\dfrac{5}{29} l’unità immaginaria è sparita dal denominatore, rendendo le operazioni algebriche più semplici; inoltre adesso è possibile riconoscere la parte reale e il coefficiente dell’immaginario:

Re{z˙}=229Im{z˙}=−529\text{Re}\{\dot{z}\} = \frac{2}{29} \qquad \text{Im}\{\dot{z}\} = -\frac{5}{29}